Citigroup sull’area Euro: paesi periferici nel caos ancora a lungo

Scritto il alle 20:20 da [email protected]

Un recente report pubblicato da Citigroup e ripreso dal Telegraph lascia poche speranze ai paesi periferici dell’area Euro colpiti dalla crisi negli ultimi anni. In particolare la situazione in Grecia potrebbe essere ben peggiore di quanto pensato dall’Unione Europea. L’economia è attesa contrarsi del 2.9% del 2014 e dell’1.4% nel 2015. Il tasso di disoccupazione volerebbe a oltre il 32% ed il rapporto debito/Pil salirebbe nuovamente sopra il 200%, rendendo inevitabile una nuova ristrutturazione del debito.

In Portogallo, il rapporto debito/Pil dovrebbe salire al 149% nel 2015, a causa di una crescita del Pil rispettivamente dello 0.6%, dello 0.0% e dell’1% nei prossimi tre anni. Anche qui, quindi, una qualche forma di ristrutturazione del debito sembra inevitabile. In Spagna la crescita dovrebbe essere dello 0.1% il prossimo anno, dello 0.3% nel 2015 e dello 0.7% nel 2016, con il tasso di disoccupazione al 27.9%.

I recenti segnali di miglioramento, quali il ritorno alla crescita della Spagna in Q3 e la stabilizzazione della Grecia, sarebbero, quindi solo momentanei. Solo l’Irlanda, tra i paesi che hanno finora ricevuto aiuti dell’Europa potrebbe uscire dalla crisi grazie alla sua competitività.

Anche le prospettive dell’economia Italiana restano negative. Secondo la banca statunitense il Pil italiano crescerà dello 0.1% nel 2014, resterà invariato nel 2015 e aumenterà dello 0.2% nel 2016. In questo scenario il rapporto debito/Pil salirà al 140%, un rapporto che alle attuali condizioni è difficilmente sostenibile.

Gli economisti della banca statunitense, capitanati da William Buiter, sono stati molto pessimisti sulle sorti dei paesi periferici negli ultimi anni, pronunciando anche previsioni molto forti, quali l’uscita della Grecia dell’Euro entro la fine del 2013, che si sono rivelate sbagliate. Tuttavia, lo studio ribadisce come lo scenario per i paesi periferici rimanga molto negativo e come, se anche queste stime dovessero rivelarsi troppo pessimiste, per questi paesi è difficile immaginare un’uscita definitiva della crisi ancora per diversi anni.

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