Il consumatore USA non dimenticherà in fretta quanto accaduto a Washington

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La soluzione dell’impasse sul budget federale e sull’innalzamento della soglia della debita trovata ieri dal Congresso statunitense non cancellerà nel breve gli effetti negativi sulla crescita economica. Quanto avvenuto nelle ultime settimane, infatti, con l’incapacità del Congresso di trovare un accordo che ha fatto temere un default degli USA, potrebbe avere conseguenze negative sulle decisioni d’imprese e consumatori ancora per diversi mesi. Prima di tutto perché la soluzione trovata è temporanea, con il problema della chiusura del governo federale che si riproporrà il prossimo 15 gennaio e quello dell’innalzamento della soglia del debito a metà febbraio. In secondo luogo perché, riducendo la crescita economica, ha avuto un effetto negativo sulla capacità di spese delle famiglie.

Un chiaro esempio in tale senso si è avuto con la pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato da Bloomberg (Bloomberg consumer confidence index). Questo è sceso da -9 in settembre a -31 in ottobre, il minimo da novembre 2011. La percentuale di persone che pensano che l’economia peggiorerà è salita al valore più alto dal fallimento di Lehman Brothers 5 anni fa. 

Anche l’indice settimanale è sceso in maniera molto forte: da -29.7 a -34.1, il più forte ribasso da aprile 2012. In questo scenario le spese personali potrebbero continuare a crescere ad un ritmo modesto nei prossimi mesi. Un trend che, a parere di Stephan Roach – ex capo economista di Morgan Stanley – potrebbe durare ancora per diversi anni per gli effetti negativi della crisi sui bilanci delle famiglie. Qui l’intervista a Bloomberg tv

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