La rinascita del manifatturiero statunitense

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Secondo un recente studio del Boston Consulting Group, ripreso dal sito www.qz.com, gli Stati Uniti sarebbero la Cina dei paesi ricchi. Il settore manifatturiero statunitense, infatti, starebbe vivendo una sorte di rinascita come evidenziato dalla decisione di trasferirvi impianti produttivi negli ultimi anni di Toyota, Honda, Siemens e Rolls Royce.

Il Boston Consulting Group evidenzia come i costi energetici e del lavoro in USA siano decisamente più bassi rispetto a Europa e Giappone. In più, le stime sono che nel 2015 il costo di produzione in USA dovrebbe essere superiore a quello cinese solo del 5%.

Il vantaggio rispetto alla produzione in Europa e Giappone è dovuto ad una maggiore flessibilità del lavoro e a minori costi energetici grazie all’utilizzo della tecnologia del “fracking” per estratte gas e petrolio. Inoltre, favorevole agli USA sarebbero anche i costi di spedizione. Spedire un cargo a Rotterdam da Yokohama costerebbe il doppio rispetto da New York. Inviare un cargo in Asia dalla California o dall’Europa ha, invece, gli stessi costi ma dalla California è molto più veloce.

Per questi motivi, gli USA catturerebbero 25 miliardi di Dollari dei 72 miliardi di Dollari di esportazioni da Europa e Giappone, con una creazione di 1.2 milioni di posti di lavoro.

A fare da contraltare a questa situazione è la considerazione che uno dei motivi per la maggiore flessibilità del lavoro è la maggiore facilità di licenziare e chiudere impianti in USA. Una forza che nel lungo periodo potrebbe essere una debolezza pesando sulla capacità di spesa, e non solo, delle famiglie.

www.matrada.it

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