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Grecia: perdite anche per il settore pubblico

La Grecia continua ad essere una spina nel fianco per i mercati, con le politiche di austerity promosse negli ultimi anni che si dimostrano sempre più non solo incapaci di riportare i conti pubblici in ordine ma al contrario uno delle cause stesse della crisi.

Nel fine settimana hanno fatto sensazione le indiscrezioni riportate dallo Spiegel tedesco, secondo cui il report sulla Grecia preparato degli ispettori della Troika, di cui il giornale è entrato in possesso, raccomanderebbe che anche i Governi dell’Unione Europea e la BCE accettino delle perdite sui titoli greci comprati negli ultimi anni. Solo in questo modo il debito pubblico potrebbe scendere all’obiettivo del 120% del Pil nel 2020. I dati di Eurostat pubblicati la scorsa settimana hanno evidenziato come il debito pubblico sia ora al 150% del Pil.

Secondo il rapporto della Troika, alla Grecia sarebbero concessi due anni in più per raggiungere i propri obiettivi di bilancio, in cambio dell’attuazione di 150 riforme, tra cui quella del mercato del lavoro che comporterebbe una maggiore facilità di licenziamento e minimi salariali più bassi. Alla Troika sarebbe concesso anche di aumentare le tasse, riducendo ulteriormente il potere del Governo Greco.

Reazioni politiche ci sono state sia in Germania, dove il ministro delle Finanze Schauble ha detto che per il settore pubblico è inaccettabile accettare delle perdite, sia in Grecia, dove il presidente Karolos Papoulias ha detto che non si può chiedere di più alla gente, che stanno affrontando il sesto anno di recessione.

Queste indiscrezioni hanno evidenziato ancora una volta come la crisi in Grecia non possa essere risolta dalle politiche attuali. Perdite molto forti per il settore pubblico sembrano essere inevitabili, sia nel caso in cui la Grecia riuscisse a restare nell’area Euro sia nel caso, invece, dovesse decidere (o essere costretta) a uscire. Per questo, in un’intervista riportata dal Daily Telegraph, Hans-Werner Sinn, economista  dell’istituto tedesco IFO ha detto che tenere la Grecia all’interno dell’Euro è crudele. Secondo Sinn “le misure di austerity necessarie per fare riguadagnare competitività al paese distruggeranno prima la società greca. Stiamo sacrificando in nome dell’Euro una generazione di giovani che non possono trovare lavoro. È irresponsabile. Un ritorno alla Dracma almeno offrirebbe delle speranze”.

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1 commento Commenta
atomictonto
Scritto il 29 ottobre 2012 at 11:29

Continuo a non capire perchè la UE non butta fuori la Grecia dall’Euro…in fondo hanno truccato i conti per entrarci.
Come?
La Grecia fuori dall’euro per prima cosa non riconoscerebbe più il suo debito pubblico, in gran parte in mani Franco-Tedesche?
Aaahh beh…

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