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Mercato del lavoro USA a passi da tartaruga

Il tanto atteso rapporto sul mercato del lavoro statunitense di novembre ha fornito indicazioni leggermente migliori delle attese. Il numero di posti di lavoro creati nel settore non-agricolo è stato sostanzialmente in linea con le stime di mercato, con un +120k contro aspettative di consensus a +125k, ma la revisione al rialzo dei dati dei mesi precedenti per un totale di 72k fa sì che il livello totale degli occupati sia leggermente superiore a quanto pensato in precedenza. Meglio delle attese, anche se non tale da dare di per sé una forte spinta ai mercati e da cambiare lo scenario economico.

Da non sopravalutare, invece, è il calo del tasso di disoccupazione dal 9% all’8.6%, minimo dal febbraio ’09. Questo, infatti, è stato il risultato di un calo della forza lavoro di 315 mila unità: tali lavoratori scoraggiati potrebbero tornare ben presto sul mercato qualora le condizioni dovessero continuare a migliorare, spingendo all’insù il tasso di disoccupazione.

L’andamento del rapporto tra occupati e popolazione totale mette bene in evidenza lo stato del mercato del lavoro. Il rapporto è salito in novembre dal 58.4% al 58.5%, quarto incremento consecutivo dello 0.1% m/m, ma rimane vicino ai minimi di metà anno e ben lontano dal 63% precedente la crisi del 2008.  

Da segnalare è il calo dello 0.1% m/m dei salari orari, che registrano un incremento dell’1.8% y/y, contro un incremento dell’inflazione nello stesso periodo del 3.6%. In questo scenario, con la creazione di posti di lavoro modesta ed i salari che non riescono a tenere il passo della crescita dei prezzi, immaginare un forte balzo delle spese personali nei prossimi mesi nonostante sembra abbastanza difficile nonostante il black Friday abbia visto numerosi mostruosi, come evidenziato dall’articolo “Il consumatore americano continua a comprare”. La crescita nei prossimi trimestri dovrebbe essere modesta (intorno al 2%), così come quella dell’economia statunitense.

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1 commento Commenta
trandafil
Scritto il 6 dicembre 2011 at 15:26

finalmente un articolo scritto decentemente su questo sito!
L’America non è “fallita” come dice qualche altro blogger qui (che pure mi censura!) lo stesso che dice invece che l’Italia è al sicuro.. e chiede pure i soldi ai lettori ! bah!

cordiali saluti (forse ritornerò :wink: )

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