Il consumatore americano continua a comprare

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I dati economici pubblicati dopo l’estate hanno evidenziato come l’economia dell’area e quella statunitense potrebbero assumere traiettorie diverse a cavallo tra il 2011 ed il 2012: a fronte della probabile entrata in recessione dell’area Euro nell’ultimo trimestre dell’anno sulla scia della crisi del debito pubblico, l’economia statunitense potrebbe continuare a crescere ad un ritmo moderato.

Un segnale confortante sull’andamento delle spese personali, che costituiscono oltre il 70% del Pil statunitense, è arrivato dai primi dati sulle vendite durante il black Friday (il venerdì successivo alla festa del ringraziamento): secondo i dati della federazione nazionale dei retailer le vendite al dettaglio sono salite del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre le vendite sul web sono aumentate del 18%.

Tali dati indicano come la stagione dello shopping natalizio possa essere positiva nonostante il mercato del lavoro continui a migliorare in maniera molto debole (il dato di novembre che sarà pubblicato venerdì dovrebbe evidenziare una creazione di posti di lavoro non in grado di abbassare il tasso di disoccupazione dal 9%) e la prosecuzione del processo di deleveraging da parte delle famiglie.

Tuttavia tali dati non dovrebbero indurre a troppo ottimismo. Come evidenziato da alcuni analisti, infatti, una gran parte dell’incremento dei volumi potrebbe essere stato determinato dall’anticipo di spese che si sarebbero comunque effettuate più avanti per trarre vantaggio dagli sconti applicati dai retailer. Inoltre, a fronte di una crescita contenuta del reddito, le spese sarebbero aumentate a scapito dei risparmi. L’indice di fiducia dei consumatori che sarà pubblicato domani, seppure atteso in miglioramento rispetto al mese precedente (da 39.8 a 44.4), dovrebbe confermare che le spese personali dovrebbero crescere ad un ritmo solo moderato nei prossimi mesi. Gli USA, quindi, dovrebbero per il momento evitare una recessione come quella dell’area Euro nel breve, ma sono ben lontani dal vivere quel boom che i dati del black Friday farebbero immaginare.

 

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